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1 (1882) 1576 - 1582
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539
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405. 1582 539

vornemen, wo mit sie umbgen, und mögen bai so viel guten ge- 12 « Sopt.legenhaiten, da mans mit dem atem vertaidingen und zu anderenwegen brengen kont, niemand offendiren; was wil gesehen, wan manain mal drumb laiden und verlieren sal, wie viel wollen dan be-stendig blaiben? Ririe eleison! Willem L. Z. Hessen."

Mb. lH/lb f. 459. EigU.

406. Lippomano an den Dogen. 15. Sept

(Frecher Angriff des Casimirischen Gesandten auf den Kaiser, den Papstund Spanien; Entgegnungen der Gesandten von Trient und Burgund.Heimliche Vermählung des Erzb. von Köln, der trotzdem das Stift be-halten will.)

L'agente di Casimi ro, persona di male qualitä et per volontä,et per commissione, havendo trovata nuova opportuna occasione diparlar contra 1' imp eratore in dieta *) non se l'e lasciata fuggire,ma formando una gagliarda invettiva contro Cesare ha detto coseconforme all' uso della natura sua diabolica, esclamando che laM. S. abbia voluto ascoltare tanto il papa con ricevere cosi ono-ratamente il suo legato, il quäle e venuto qui per metter in con-fusione et quasi in rovina questa nobilissima provincia con spargerenella mente di S. M. certi semi, che produeono frutti insoliti pes-simi et abbominevoli, usaudo altre arroganti simili parole. Lequali venute alle orecchie di S. S ia Rev ma furono regietate il giornodredo dall' uomo suo residente in dieta, che nel prineipio condestrissima, ma nel fine con vehemente mar.iera rinfaciö la teme-ritä di questo tristo uomo, mostrando, che S. S. buono et ottimopastore desiderava l'unione di tutto il suo gregge et che la partedi quello, che e infetta, ricevesse medicamento dalli ordini di unministro suo, che e solito di comparir sempre per questo effettoalle diete a tempo delle congregation loro, poiehe molte genti diquesta provincia sono facili a riceverne contagio, et che per lorobeneficio et soddisfatione ancora avea mandato alla presente uno,che e principe d'imperio et desideroso quanto niuno altro del bencomune di tutta Germania, et che avendo parlato con tanta inso-leuza di nostro signore di tante impertinentissime parole se nementiva come scellerato et tristo, che non puö ne deve per le pes-sime sue qualitä nominare il nome della Beatitudine sua ne deü'imperatore. Onde scaldandosi alquanto in questa ultima parte,sebbene fu piü mite nel prineipio, con l'uno et l'altro di questiterminl atterri l'animo et ardire di quel mal' huomo et degli altrieretici, ancora che restorno alquanto perplessi. Et perche ilsopradetto volse anco parlare del ser ,no re di Spagna con molta