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1 (1882) 1576 - 1582
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218. 1580 377

et oosl io gli ho donato il bello cortalde che V. Ec. ill ma mi ha 16- April

donato, et e venuto tauto bello et gagliardo che non si puö'l des-

iderare de avantaggio. Gli ho ancho donato il gioannetto di Na-

poli, il quäle sua Ec. non glo voleva accettar ne l'uno ne l'altro.

Et cosi a la raia partenzia di Weertzpurg il ditto principo mi ha

appresentato al suo proprio cocghe con quattro cavalli di Hongeria

sotto, et poi uno de gli piü belli frisoni che'l se retrovasse in la

sua scuderia, accompaignato l'uno et l'altro con tanti belli parolle

et honorati Offerte che piü non si potrebbe desiderare de la beni-

gnitä di questo principo. Non mancharö di dare riguaillio a V.

Ec. ill ma di quanto sarä passato a la courte in materia etc. [?]

Non gli scrivo per hora particulari fantastiche per essere cosl di

camino, et per altro occasione non mancharö di far quanto si con-

vienne a la servitü che tengo con V. Ec. ill ma ; alla quäle humil-

mente mi l'inclino et fo reverentia con quella humiltä che se con-

vienne al Schotto tanto suo suiseratissimo [!] et incadenato servi-

tore di V. Ec. ill ma . Doman mattina con l'aiuto del nostro s r iddio

me partirö di Norimbergo per la volta di Pragha. Et occorrendo

a V. Ec. ill ma di commandarme gla poterä [!] indretciar gli suoi

dolcissimi comandameuti al s r Gioan Battista Bosco, al quäle a com-

mission da me di fare diligenzia per fare tenir il tutte a fidel ri-

capito. Et per non essere piü noyoso per hora a V. Ec. ill ma qul

farö fine humilmente et mille offere et ricommande di buonissimo

cuore; et senza piü scriva piü parole per hora, non mancharö, di

quanto si mi conviene, al debito mio ad ogni occasione che se mi

appresenterä. Et ancho glo farö il debito mio fuora d'occasione et

al torto et al dritto. Pregandola humilmente che gla me pardona,

se questa mia e mal scritta et peggio dittata, per non saper io ne

leggere ne scrivere. Et che si puö'l salvar, si salva. Et che male

vole a V. Ec. ill ma , il malangno et la mala pascua iddio gli dia,

et ogni giorno et hora sia pascua per loro, et appresso di questo

gli possa cascar gli stivailli. Et cosi sia per gli forfanti et indi-

gne di vivere in el mondo.

Di Norimbergo, alli 16. d'Aprille 1580.

Di V. Ec. ill maaffettionatissimo servitor incadenato fin alla morte, et in conclusioneeternamente, et cosi sia o che io sarö uno grando traditore.

Hieronimo Scotto.

AI rillustrissimo ett eccell m0 signor il sig r arcevescuo di Colog-nia etc., principo suo colendissimo colendissimo colendicissimo etc.

Me. Köln. Orig. Acta I. f. 58/9. Or- (.ohne Empfangsbestätigung).