De 2. di Gennaio 1617.777in me stesso, assicuro V. S., che per questo effetto di far belli e forti i denti, è cosa galantissi-ma; & io non mancherò di portarne con mequantità, tanto più, che in caſa mia le mie don-ne l'vſano di continuo. Quando ſi tiene in boc-ca, ò si mastica, si sente il sapor di essa non in-grato, e si conosce, che hà dello stringente, edel corroboratiuo; e fà rosseggiare alquanto lasaliua, e le gengie, ma di vn rosso che tira alranciato, quasi come quel color giuggiolino,che in Napoli chiamano Leonato di Spagna.Oltre a queste cose, hauendo io fatto diligen-za in tutte le botteghe per l'Amomo, hò troua-to, che gli Arabi hoggidì vendono comunemen-te per Hamama, come essi dicono, cioè perAmomo, certe cose, che io non sò, se siano ilvero Amomo degli antichi, che V. S. cerca. Didue di queste, vendute per Hamama, mandomostra a V. S. Vna, da i più intendenti, èchiamata propriamente Hamama i lacuti, cioèAmomo di Iacùt; e Iacùt è vn'Isola, così chia-mata, nell'Oceano Orientale, doue nascono iRubini, e forse meglio i Giacinti, che perciòessi ancora in queste lingue si chiamano lacùt;e questa droga, che ha tal nome, io per menon sò conoscer che cosa sia, benche, comeV. S. vedrà, pare piu tosto herba secca che al-Ffffftro;
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