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1 (1650) La Turchia
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474Lettera 13. da AleppoDe 15. di Giugno 1616.ON bisogna defraudar V. S. de-gli auuisi di questa vltima par-te della noſtra ſacra peregrina.tione. Sappia dunque, che vnMartedì a gli otto di Marzo (co-me vno, o due giorni primascrissi a V. S. per l'ultima mia dal Cairo) verso'lmezo giorno partij da quella città, accompagna-to fin alla Matarea sette miglia lontano da tuttala nation Francese, e da molti altri amici Italia-liani, Arabi, e Turchi; li quali, caualcando lamaggior parte in asini intapetati all'usanza delpaese, faceuano vna vista tanto bella, che io cre-do certo, che in Napoli, a tempo di Carneuale,non potrebbe giamai vederſi meglio. Io marcia-ua in tonica pellegrinesca, con vna prosopopeiada impazzire, per farmi guardar più da i Barba-gianni; e potrei dir con Fidentio,Pendea da i lati la mia toga labile,Et io vibrando il magistral mio baculo,Equitaua con gaudio incomparabile.Giunti