c.pumuor Colet
251Lettera 7. da CostantinopoliDe' 27. di Giugno 1615.VNGO tempo ſono ſtato condeſiderio ardente di riceuer let-tere di V. S., e quasi quaſi micominciaua a querelar di lei,non vedendone comparir più,dopo la prima che hebbi moltimesi sono; quando finalmente l'altro giorno fuiconsolato con l'arriuo della seconda, scritta allitrè di Aprile, della quale hò preso tanto conten-to, che non ſarebbe facile ad eſplicarlo con pa-role. Solo le dirò, che se ben di tutti gli amicimiei mi è caro di hauer nuoua spesso; tuttauiadi alcuni, che per gli meriti loro io amo straordinariamente, come V. S., mi è più che caris-simo; e le lettere loro mi sono grate, quantoquelle di qualſiuoglia congiuntiſſimo di ſangue,che io habbia. Però, Signor Mario mio caro,lo prego con ogni affetto possibile, che per vitasua non vsi con me questa tirannia di essermiauaro di quattro versi di sua mano, perche sarebbe vna crudeltà esorbitante: ma all'incontrofarà V. S. vn opera di molta carità, se mi con-forterà spesso con le sue; intendendo però, che siasem-Ii 2