Camùseap.Kaf. diuis.Sin.Kiènz-ello-git Vocab.Arab. Pers.cap. Sin co'lKaf.
Lettera 18. da Baghdad577pezzi, di grandezza e grossezza, son simili aquelli della Cannella; ma la materia di questi èpiù graue di peso, e più polputa. Chiamanoquesta scorza Deiràm, e l'vso di essa in Bagh-dad è familiarissimo frà huomini e donne, mafrà le donne in particolare, per nettarsene i den-ti: i quali, stropicciandoseli con la punta divn pezzo di questa scorza, co'i denti medesimivn tantino acciaccata & ammollita, non solo hàvirtù di polire e far bianchi a marauiglia, ma,come dicono, anche di fortificarli, d'incarnar-li, e di corroborar le gengie. Di che albero sicaui questa scorza, e da che paese venga, nonhò potuto ben sapere. Alcuni mi han detto,che sia scorza de i rami delle Noci, e che ven-ga quà dalle montagne della Persia, doue ne ècopia: il che se fosse vero, potremmo speraredi hauerne ancora ne' paesi nostri, doue le No-ci non mancano. Altri mi han detto, che viend'India per via di Basra, e che è quella medesi-ma droga, che i mercanti chiamano Mesuak:ma io, cercando ne' Vocabolari Arabici hò tro-uato, che MesuaK s'interpreta, e s'intende ge-neralmente ogni legno, che sia istrumento buo-no per pulire i denti. In somma io non sò dirdi certo, che cosa sia la Deiràm: ma per leſperienze vedutene, e per la proua fattane anchein
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