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1 (1650) La Turchia
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Lettera 10. da CostantinopoliDe 19. di Settembre 1615.IA che il galeone, che mi daportare in Alessandria, mi da-to tempo infin'adeſſo, non vo-glio mancare, con la commodi-, che ci è hoggi dello spaccioSche parte, di ſcriuere a V.S. que-ste quattro righe; dandole conto, come io stòin procinto di partire, tenendo già le mie robbeimbarcate: e che non altro stò aspettando perandare, se non di esser chiamato, quando a pun-to il vascello si vorrà mettere alla vela. Conquesta occasione, darò anche ragguaglio à V. S.di due cose, vna sacra, e l'altra profana, chedopo l'ultima lettera, che le scrissi, mi è accaduto di osseruare: non già quelle parti interioridel Serraglio, che accennai a V. S. che mi erastato dato intentione di farmi vedere; che questo non potè essere; parte per le occupationi miedella partenza; e parte anche per essere stato oc-cupato chi doueua farmele mostrare: menovn mulo strauagante nella stalla del Gran Si-gnore, che io doueua pur'andare a vedere, dipelame rigato per trauerso a trè colori, bianco,ne-