635Lettera 15. da AleppoDe 16. di Settembre 1616.CRIVERO a V. S., parlan-do in gergo poetico; perchetrouandomi doue mi trouo, diquello che intendo dire, permolti rispetti, in questo tempo,SSnon è bene ch'io parli altrimen-ti. Sappia dunque, che in queste parti è venutaalle orecchie mie tal fama delle bellezze dell'Aurora, che, infiammatomi d'ardente desiderio divederla, e di goderla ancora (se pur fosse possi-bile di allettarla nel mio amore, e ch'io sapessiingannare il sospettoso Vecchio, che gelosamen-te la guarda) sono sforzato, per ciò fare, d'in-traprendere vn'altro viaggio, non minor del giàfatto, se non in quanto al tempo, almeno inquanto al giro, & alle fatiche. E prima, attra-uersando gli sterili paesi de i figliuoli di Ammòn,mi condurrò doue le acque del Paradiso Terre-stre irrigano nell'antica Babel la Torre del super-bo Gigante, e le alte mura di Semiramide; lequali, per la memoria di tante historie, che aV. S. meglio che a me sono note, saranno vedu-te da me con quel contento, che ogn'vno puòpen-LIII 2
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1 (1650) La Turchia
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