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1 (1650) La Turchia
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Lettera 12. dal CairoDe 7. di Marzo 1616.OICHE c'è quest'altra occasio-ne di scriuere, non voglio restardi salutar V. S. vn altra volta,prima ch'io parta per Gierusa-lem. Doueua la partita eſſer' hie-theri Sabato, & io era di già in or-dine: ma questi Signori della nation Francese,& altri amici miei Christiani, e Turchi del Cai-ro, per fauorirmi, si vogliono pigliar'incommo-do di accompagnarmi non quante miglia, ecauarmi fuor della città solennemente con caual-cata; e però, a richiesta loro, accioche habbianotempo di appreſtar beſtie, habiti bizzarri, e coſesimili, mi e bisognato allungarla fin'a posdoma-ne Martedì, che saranno gli otto del presente.Credo, che farò il viaggio con molto gusto: pri-ma, perche arriuerò giuſto in Terra Santa, a farla Settimana Santa e le feste di Pasqua; che in tut-to l'anno, non c'è tempo più a proposito, da vi-sitar quei santi luoghi; e da ogni parte vi concor-rono infiniti pellegrini: poi, per viaggio ancora,affronterò in buona stagione, che non è freddis-simo, meno caldo, che per lo deserto sareb-be