IIIILib.3.c.34.
Lettera 18. da Baghdad774bico Botòm, & in Turco Ciaclacùc, pronuntian-do l'vltima C, come a punto in quella voce Cuc-cio te te, quando chiamiamo i cani; & ac-cioche questi pistacchietti si conseruino meglio,sogliono salarli con tutto'l guscio. Questi po-chi, che mando a V. S., non so se siano salati,ò nò: ma al gusto, rompendoli, lo sentirà.Mando di più trè ſpetie di Terre (che ſi tro-uano in Baghdad) da adoperar nel bagno, perpolire e far bella la carne, et i capelli; e sono,credo io, di simil virtù a quelle, che da' Latinison chiamate Terra Chia, e Terra capillorum,delle quali fà mentione il Belonio, benche eglidi hauerne veduta sol'vna sorte habbia scritto.La prima di queste trè, che io mando a V. S.,e la più stimata qui, è quella di Basra, di colorche tira al verdaccio, che Terra, ò Creta di Ba-sra significa a punto Tin-ebbasra, che è il suonome in Arabico, che vi hò scritto sopra. Laseconda in valore è quella, che rosseggia di co-lore, quasi come il Bolo Armenio, o la Terrasigillata; e viene dal paese de i Curdi, che iTurchi chiamano (al solito de nomi de i paesi)Kurdistàn; e però si chiama la terra in TurcoCurdistàn-Ghili, cioè Terra di Curdistàn.Queste due hanno gran virtù di abbellire, emollificar la carne & i capelli: di più in parti-co-.
ohrexar