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1 (1650) La Turchia
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De 2. di Gennaio 1617.773do. Ouero, già che è radice e non è spiga, po-tremmo anche dire, che così si chiami, percheforse la parola Sonbòl possa più largamente si-gnificare, non solo la spiga, ma tutta la piantadi ogni herba ò biada, che si semini, come parche il Camùs, vocabolario Arabico, ne dia in-ditio. Non è più che due anni, che questo Son-bòl Chataii si è cominciato a vedere in Baghdâd;& è arriuato adesso in Aleppo, & in altri luo-ghi di Turchia, ma non è ancora paſſato in Ita-lia, che io sappia. In queste parti se ne seruo-no per abbruciarlo insieme co'l Tabacco, e ber-lo in fumo, perche odora, e gusto. Vn no-stro Venetiano l'ha messo, pur per l'odore, nelsapone da lauar le mani, e riesce bene; e cosìanco nelle casse di biancherie per dar'odore a ipanni. Che altra virtù habbia, infin'adesso nonsappiamo; ma V. S. potrà inuestigarlo in Ita-lia, ricercando se a sorte gli antichi ne hauesse-ro ſcritto in qualche modo.Viene anche qui nel medesimo piego vna spe-tie di Pistacchi piccoli, di grandezza e di for-ma, come V. S. vedrà, molto differenti dagliordinarij, ma similissimi di sapore. Nascononel paese di Mardin e di Mousul, e mi diconoanche in Persia, e vanno fin'in Aleppo, ma al-troue non gli veduti. Si chiamano in Ara-bico

Cap. Lam,diuis, Sin.III