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1 (1650) La Turchia
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De'10. e 23. di Decembre 1616. 767mi fosse serrata, mi resterebbe da far più. Inquanto al tempo, delle cinque parti, penso dihauerne fatto le quattro; & in quanto alla lon-tananza, mi resta ancora di andare trenta gior-nate di carouana più in fin'a Sphahan, cheLib. Vrb. Hl'Epitome Geografica vuol che sia l'antica Heca-tompylos, ma s'inganna al parer mio: percheHecatompylos da Strabone, chiaramente, èmessa in India, e Sphahan, come essa bene ac-cenna, quasi nel centro dell'imperio Persianostà in paese assai diuerso. Comunque sia, iuicon la gratia di Dio, se altro impenſato acciden-te dal proposito in che stò hoggi non mi disto-glie, ho animo di piantar la meta Orientale deviaggi miei. Voglio veder quella città, benchehora non vi sia la Corte; perche suol'esser d'or-dinario la Reggia di quell'imperio. Di poi,volterò indietro, come dissi, per la Media: ve-drò Cazuin, che il medesimo autore vuol cheLib. Vrb. A.sia Arsacia: vedrò la corte oue sarà, e forse altrecose curiose; e poi, ò per la Turchia, o per al-tra parte, me ne verro alla desiderata ItaliaVerso Sphahan stò già in procinto d'inuiarmi;anzi già presi e caparrati quindici ò sedicimuli, che bisognano per condurmiui, già checon cameli adesso non c'è commodità di andare,Solo potrebbe ritardarmi vn poco di romor diguer-