De' 10. e 23. di Decembre 1616. 759rò il negotio senza difficultà: perche, se beneessi dell'esser mio haueuano esatta informatione,per la notitia, che ve ne era in Aleppo, co'l te-stimonio di tutti i Consoli delle nationi Euro-pee; da' quali, come io fossi trattato e stimato,non mancauano anche in Baghdàd testimoni diveduta e di autoritâ; e fin persone fidate delpaese, che già tempo mi seruiuano in casa, eche haueuano prima ſeruito a' miei Suoceri; ol-tre colui, che co' suoi ragionamenti già di leim'infiammò, che quantunque Italiano, per lalunga conoscenza, non haueua appo loro pococredito: tuttauia il maturo senno, e la timidavecchiaia del padre, insieme con l'affetto pater-no verſo la maggior figliuola, benche ne haueſse quattro altre, lo faceuano molto alieno dalmandarla tanto lontano, e massimamente sa-pendo, che poco in Baghdàd io haurei potutofar dimora. Staua perplesso, renitente, dubi-taua di non errare, e con non poco mio disgu-sto più volte mi haueua escluso. Però finalmen-te la mia perseueranza, le persuasioni di mol-te persone graui, che si fraposero in bene, leamoreuolezze con che dissi di sopra ch'io strin-si la tenera Madre a valersi della sua autorità,che in questi paesi concede la superiorità dellefigliuole alle madri, e de' figliuoli al padre, ela
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1 (1650) La Turchia
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759
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