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1 (1650) La Turchia
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De' 10. e 23. di Decembre 1616. 757vn canto, legarmi in matrimonio, quasi sicu-ro, come era allhora, che, chiunque fosse miamoglie, douessi da lei hauer l'animo auuerso,non mi pareua espediente; dall'altro, non le-garmi mai, alla mia casa, che da me solo puòsperar successione, sarebbe stato troppo pregiu-dicio. Basta, Nostro Signore, e Santa Cateri-na mia auuocata, mi esaudirono in manierache innanzi che io vscissi dalla Terra Santa, misentij già tutto mutato; e con l'animo in que-sto particolare tanto quieto, e tanto composto,che pochi meſi dopo, da Aleppo, ſcriſsi in Ro-ma a 1 miei parenti, che io era già risoluto dipigliar moglie, e che me la cercassero e tenesse-ro pronta per subito che io fossi tornato in Ita-lia: e ne scriſsi lettere tali, che hora, per nonesser necessitato ad aspettarne qualche risposta,volentieri non vorrei hauerle mai scritte. Horin così buona dispositione trouato da Amore, acui la Fama haueua prima aperto larga strada;fù facil cosa, che in tanta compiacenza del sog-getto, & in tante opportune congiunture, chequì in Baghdàd accoppiaua & ageuolaua la For-tuna, mi riducessi in breue alle smanie, & astato, che se fosse bisognato partir di qui senzala bramata Dama, sarei partito, più tosto diſpe-rato, che sconsolato: e che in somma, per ri-me-