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1 (1650) La Turchia
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Lettera 17. da Baghdad756mi poſſedeua. Da queſte ſcambieuoli corteſiene nacquero poi visite a vicenda, e dalle visiteconuiti; ne quali, conforme all'affabilità de' Siriani, & alla libertà della religione comune,non fui escluso dal veder la Signora Maani: an-zi in vn d'essi mi fauori ella di sua mano d'vnbel pomo cotogno, che fù poi seme all'animomio di frutti variamente amari e dolci. Conla vista, crebbe in me il concetto di lei, crebbeil desiderio, e crebbe l'impatienza. Staua ioper altro in buonissima dispositione: perche,riſanato a punto, per miracolo di Dio, dalleantiche & infelici passioni d'Italia, dopo cheviſitai Santa Caterina nel Monte Sinai, e'l San-tissimo Sepolcro in Gierusalem; si era anchesradicata affatto dal mio core ogni memoria diquelle, & ogni horrore che prima haueua, eche da quelle mi era restato, nell'hauer da in-chinar l'animo ad altra donna, che di sicuropensaua non potermi mai chi che fosse piacere.Si era, dico, saldata questa piaga; e credo cer-to per l'efficaci preghiere che io ne haueua fattein quei santi luoghi a Nostro Signore, & a San-ta Caterina, protettrice come piamente si tienede' matrimonij: alla quale in particolare affet-tuosamente mi era raccomandato, che mi aiu-tasse in negotio così importante: perche, davn751

Din cano