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1 (1650) La Turchia
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De' 21. di Settembre 1616. 64Eufrati, Tigri, forse Parthi, & altro. Osseruero,noterò con diligenza, non perdonerò a fatica,metterò sotto sopra tutto l'Oriente, e farò in fi-ne quanto mai potrò, per dare a V. S. materiada adoperar la penna, e render me non indegnodi vn tanto Homero, già che i cieli me lo conce-dono; accioche non habbia, come il grandeAlessandro, ad inuidiarne Achille, & Vlisse; leorme del quale, in peregrinare, e scorrere il Mon-do, benche in diuerso modo, e con fine forsepiù alto, io seguendo. Non ostante l'aggiun-ta di questi altri nuoui viaggi che presi a fare,sia certa V. S., che ci riuederemo presto; perchene desiderio particolare: prima che passi l'an-no 1617. se sara possibile; se, poco più tardi.In Costantinopoli, al ritorno, non mi tratterrò;solo farò i douuti complimenti co'i miei Signo-ri, & attenderò il primo imbarco buono; vistarò, se non quanto comandasse il mio Signordi Sansy, ò la Signora Comare mia padrona, pertacer della Signora Aisce Cadun: dalla quale,hier sera a punto, insieme con quelle di V. S.,riceuei vna gentilissima lettera, molto regalata-mente inuolta in drappo d'oro alla Turchesca, &all'vso de' grandi, con sigillatura di auorio, &altre circostanze curiose, che V.S. vn giorno ve-drà con molto gusto. Per gratia, V. S. mi fauo-risca