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1 (1650) La Turchia
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De'21. di Settembre 1616. 64gli anni passati in Cairo, portate per delitie dal-l'Arabia felice; & io veduto doue stauanopiantate, e doue le vide il Belonio: ma hoggnon vi sono più, & in somma in quei paesi epianta forestiera. In Palestina, ne meno l'hointesa nominare. Il Bitume del Lago Asphalti-de, se hauessi saputo, lo poteua pigliar con lemie mani; ma non ne feci caso, non sapendoche fosse cosa desiderata. Nel monte Caluario,non vi è più, l'herba che dice il Signor FabioColonna, altra; perche è tutto coperto di fabriche, dentro hoggi alla città, come V. S. in-tenderà dalla mia. Circa le trè cose che V. S. micomanda, le dico, in primis, che a Lemno, och'io vi capiti, ò che no, della Terra sigillata sonbene informato; perche tutta viene in Costanti-nopoli, e ne ho veduta assai, e ne portero: èben vero, che la migliore in Serraglio, e quella che si vende per le botteghe, non e sempre si-curo, che non sia vn poco aiutata: il modo delraccorla, per quanto inteso da tutti, e comedice il Belonio. Cipro, non toccato, spero di toccare, se ben ne hauuto sempre vo-glia; in particolar per la Pietra che si fila, chemi dicono che ve ne è quantità: ma, se ben'ionon vado, non importa: per tutti questi paesi, Dio gratia, amici e corrispondenze: quandotor-Mumm 2

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