642 Lettera 16. dal Padiglione nel Desertonere; di maniera che bisogna che mi spedisca.Horsu, breuemente adunque. Grandissimo con-tento mi hà dato la sua; ma mi dispiace, cheV. S. mi scriua le cose, dopo pasto, come si suoldire: voglio intendere, che di quelle herbe eminerali, che V. S. desideraua da Palestina, bi-sognaua auuisarmelo prima ch'io vi andassi, condirmi i nomi, i contrasegni, & caetera. Questalettera non è venuta a tempo, che già il viaggioè fatto; & io, con tutto che ne habbia vedute,& osseruate molte, come V. S. intenderà dallalettera lunghissima, che le scrissi d'Aleppo ditutto'l viaggio della Palestina; e con tutto cheV. S. mi hauesse scritto altre volte in generalech'io vi ponessi cura; nondimeno, come quelloche non haueua commission particolare, e cheda me non son pratico, nè m'intendo del me-stiere, non sapendo doue darmi la testa, ne hofatto passaggio: benche mi fosse mostrata la Pa-nacea, il Dittamo, l'Ambrosia, e molti altri sem-plici famosi; se pur'il Semplicista che era mecoli conosceua bene, e mi diceua il vero. In som-ma, al fatto non c'è rimedio: ma per l'auueni-re, terrò a mente il modo, che mi scriue, di por-tar l'herbe nelle carte; e se mai ne trouerò, nonmancherò di empier fagotti, di quanto troueròdi buono. Delle piante del Balsamo, ve n'eranogli
p.à, n
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