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1 (1650) La Turchia
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644 Lettera 16. dal Padiglione nel Desertotornerò, V. S. dirà, Questo vorremmo, & iofarò venir le cose dal capo del Mondo, se biso-gnerà. L'altro particolar dei libri, tengo a men-te, & in parte l' effettuato; & io ancora nebisogno, volendo in ogni modo fare studio nel-l'Arabico, come gia cominciato. Il Mircat.con gli altri Grammaticali, gli in Costanti-nopoli; e stanno per V. S.. Auicenna, oueroAbu Al ben Sinà, lo trouerò. In quanto all'vl-timo comandamento, in propoſito dell'honoreche V. S. intende farmi di scriuer le relationi delmio viaggio, per le quali vorrebbe la secondamia lettera, che dice hauer perduta; le dico, chequesta fatica di V. S. sarebbe la maggior gratiach'io potessi riceuere al Mondo, e'l maggior pre-mio ch'io sapessi desiderare delle fatiche che;alle quali in vero non altro che amor di virtù, ezelo di honorata gloria mi sprona. A questo fi-ne, haueua pensato io stesso di far del mio viag-gio vna Relatione all'Accademia degli Humori-sti: ma vedo che sarebbe troppo gran farragineper discorso Accademico; che, in vno, inpiù discorsi, si potrebbe raccogliere, per dirquanto bisogna: e chi volesse solo accennar lecose, non seruirebbe a niente. Talche, se V. S.vuol prendersi briga di raccorle in libro, e ridur-le in molto miglior forma ch'io non saprei fare;a me