629De' 27. di Agosto 1616.haurei voluto che le mie genti facessero dispia-cere; ne sfregiò vno malamente, e ne ferì vn al-tro; onde mi conuenne farlo ritirare: tantopiù che qui in Aleppo la Corte contro di noi al-tri Franchi in tutte le cose è molto rigorosa; &i delitti de seruidori, secondo le ingiuste prati-che di queste bestiaccie, tocca bene spesso a ipadroni a pagarli. Basta: parte con vffici, eparte con denari, in capo ad otto giorni, siquietò poi ogni cosa. Si fecero le paci, sodisfa-cendoſi a chi ſi doueua: ſi accommodò la Cor-te co'i contanti; e'l mio Pittore in somma pas-seggia adesso per Aleppo liberamente, tanta è laforza del denaro in Turchia.Due giorni dopo che venne il Baſcia, ſi fecein Aleppo vn'altra simile entrata; perche passòil Bascia di Damasco con le sue genti, che anda-ua alla guerra di Persia a trouare il gran Vezir.Fù riceuuto egli ancora nel medesimo modo,con solenne caualcata; e fù incontrato dal Ba-scià di Aleppo fuor della città: doue però nonsi fermò punto, ma solo entrò da vna porta, &vsci dall'altra, attendandosi in campagna po-co lungi. Gli huomini suoi da guerra, noncredo, che passassero seicento, ma erano buonagente.Il giorno della festa di Santa Maria della Ne-ue,
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