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1 (1650) La Turchia
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III

628Lettera 14. da Alepponuouo Bascia, mandato da Costantinopoli agouernar questa prouincia. Si chiama Musta- Bascià, & è Eunuco bianco, vecchio di set-tanta anni; e nel Serraglio, haueua vfficio diChilergi-basci, cioè di Credenziero, ò Dispen-sier maggiore del Gran Signore. Entro con ca-ualcata solenne; a veder la quale concorse perle strade tutta la città, huomini e donne; & iofrà gli altri, in compagnia del mio caro SignorGirolamo Foscarini Consolo de Venetiani, conchi hora: fo qui dolcemente la maggior partede miei giorni. In passando il Bascia per lestrade, era salutato di continuo da tutte letruppe numerose, che di passo in passo stauanoa vedere, delle donne, con quei soliti loro stri-di honoreuoli e festiui di Heli li li li li, de'qua-di già vn'altra volta scritto a V. S. Ma condu-ceua questo Bascia poca gente seco; e quella,non molto bene in ordine. Conchiudiamo invna parola, che l'entrata sua in Aleppo, non hauuto punto che fare, con quella che io vi-di già l'anno 1610., se mal non mi ricordo, delConte di Lemos in Napoli.La sera di questo giorno, io hebbi vn poco didisturbo: perche il mio Pittore, venuto a rissaco'i seruidori di vna persona, alla quale io non.hau-

1nes

Terno de