De' 15. di Giugno 1616.505che stanco assai del camino, mi trouaua vn pocoindisposto, e mi era messo a letto. La scusa del-la lingua, non l'accetto; dicendo che c'erano iDragomanni: quella della indispositione sì, maa tempo, finche io stessi bene; perche diceua,che essendo venuto vn Beig Franco nella città,doue egli era Beig, e comandaua; non era di ragione, che non si vedessero, e non facessero ami-citia. Io in tanto restai sodisfatto, perche, quan-do si comincia a dar tempo al tempo, le cosevanno bene. Tutto il Mercordì Santo fù consu-mato in queste pratiche, e consulte; e sì per ve-rificar l'indispositione, come anche per riposarmi, non vſcij di caſa: ſolo viſitai la Chieſa delMonasterio di San Saluatore, nella quale sono state trasferite tutte le indulgenze, che erano pri-ma in quella del Monte Sion.Il Giouedì Santo poi era tempo di fare vn po-co di bene; e così consigliato da i Padri, percheil giorno era a proposito, volsi andar con gli al-tri pellegrini Franchi (che ve ne erano alcuni)venuti per altre vie) visitando i luoghi santi diquella strada, che chiamano Dolorosa, percheper essa andò Giesù Christo con la Croce sù laspalla ad esser crocifisso; e dapoi vedere ancoraaltri luoghi, tutti a proposito della passion delSignore. Andai dunque, vestito della tonica,chesſſ
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1 (1650) La Turchia
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