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1 (1650) La Turchia
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De' 15. di Giugno 1616.99za (oltra che si paga gabella) massimamente aFranchi, de' quali per le guerre de'tempi adietro,si stà sempre con vn poco di gelosia. Venuto alfine il Subasci della città, e riconosciutici, ci in-trodusse; e da i Frati fummo condotti ad allog-giare al Conuento; non del Santo Sepolcro, chein quella Chiesa non vi è Conuento più che tan-to; e sì per questo, come perche è comune a tut-te le nationi, che ciascuna vi hà luogo, comedirò poi; e perche stà sempre serrata a chiaue, ela chiaue la tengono i Turchi; i Frati non vi ha-bitano, ma vi tengono solo due ò trè, che hannocura de Santi luoghi e vi vfficiano di continuo:e tutto'l resto della famiglia, habita, fuori diquelle soggettioni, in vn altro Conuento libero,chiamato San Saluatore; doue si son ritirati, do-po che perderono la Chiesa del Monte Sion, chefù fatta Meschita, nella quale stauano prima. Inquel Conuento dunque di San Saluatore, fummocondotti; e subito arriuati, furono visitate daTurchi tutte le nostre robbe con gran diligenzaper veder se vi fossero state, ò cose di dogana,ouero armi, nel che si và con gran rigore, e vi ègran pena: ma noi delle nostre, parte ne nascon-demmo, che non furono trouate; parte dicemmo,che erano de Turchi, e parte con vn poco di man-cia alli ministri, co'l mezo del Capigi, ci furo-noRrr 2