De 15. di Giugno 1616.95te, perche non sapeua, nè intendeua; e gli al-tri della carouana, con l'esempio di Lorenzo, nèmeno voleuano dare. Gli Arabi all'incontro,non voleuano che alcuno passasse; e vi era vngran fracasso. In questo, arriuai io; e veduto ilromore, feci subito, che tutti i miei dessero dimano alle armi, e volsi la prima cosa, che la ca-rouana caminasse; e poi, che gli Arabi parlassero, che cosa voleuano. Caminauamo adunque;e gli Arabi veniuano insieme, di quà e di là, noicon le armi in mano, & essi altresi. e perche siandaua vn poco contraſtando, Tomaſetto che èalquanto impatiente, ad vno, che non so, se loguardò torto, ò gli disse parole, ò che Diauologli facesse, co'l medesimo bastone che hauea inmano, tolto poco prima all'altro Arabo, gli die-de vna buonissima bastonata frà capo e collo. Iodubitai, che si hauesse a far da douero; e se si fa-ceua, poteuamo hauer de' fastidij: perche in fat-ti, di numero, erauamo molto inferiori; e condisauantaggio di sito, in terra loro: tuttauiagià che erauamo impegnati, per non dar loro ar-dire, e perche al dare bisogna esser sempre de'pri-mi; veduto il colpo della bastonata, che Toma-so diede, misi subito mano alla spada, e così fe-cero tutti gli altri; & insieme con loro feci segnodi voler far del resto con gli Arabi: non tantoper-
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1 (1650) La Turchia
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495
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