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1 (1650) La Turchia
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De' 15. di Giugno 1616.493nari con vn poco d'arroganza, alla foggia de' la-droni: non volsi dar loro niente, e dissi, che siandassero a impiccare; e perche non voleuanoandarsene, Tomasetto scaualco, e tolto ad vnode' loro pedoni vn di quei bastoni di mano, co-minciò a far mostra d'essere in collera; con che,senza battere, e senz'altro, quelle pouere gentise neandarono per gli fatti loro, e'l bastone si re-stò a Tomaso. Delli trè a cauallo, due pur se neandarono; & vno restò dicendoci le sue ragioni,che noi poco intendeuamo: con tutto cio ci se-guitaua, e ci mostraua il camino, sperando di ca-uarne alcuna cosa con le buone, come poi segui;che gli feci dar non sò che, insegnandogli, chenoi altri Franchi, a chi ci domanda per cortesia,diamo volentieri, ma a chi vuol con mala crean-za, diamo più tosto delle busse. Tardai buonapezza ad arriuar la carouana; perche andauamoper certe strade malageuoli, attrauersando mon-tagne, nelle quali erauamo già entrati: e poiquando arriuai, in vn passo stretto, e cattiuo,donde era pur passata la carouana, trouai trè ca-meli con ceste, & alcuni asinelli della mia com-pagnia, co i quali andauano le Monache Greche,che per esser manco buoni degli altri, erano iuirestati molto addietro. Le pouere Monache, ha-ueuano vna paura che spiritauano; e trouai, chenon