Druckschrift 
1 (1650) La Turchia
Seite
479
Einzelbild herunterladen
 

De' 15. di Giugno 1616.479ne, perche quiui ancora si riscoteua gabelladella quale, come di tutte le altre (che son mol-te, e vanno in grosso, e per gli poueri veramen-te è vn gran peso) noi in virtu del Comandamen-to che io porto del Gran Signore fattomi e$eguirdal Capigi, fummo esenti: anzi, così in quelluogo, come in molti altri, sotto l'ombra mia, fatto sempre passar franchi vna mano d'altripoueretti; come certi Sacerdoti Abissini, e certepouere donne, delle quali per tutta la stradatenuto vn poco di protettione. Il negotio dellagabella si spedì in vn giorno: ma poi venne ilSabato; e perche in quel di gli Ebrei, che moltive n'erano, non caminano; io, che comandauatutta la carouana, a contemplation loro, cosìpregatone, feci trattener la partenza fin'alla Do-menica, per aspettargli: & intanto, non hauen-do che fare, passai il tempo ragionando per viad'interprete con vn di quei Preti Abissini, co'lquale feci grande amicitia; e da lui poi, oltred'hauere hauuto molte relationi curiose di queipaeſi, mi è ſtato anche inſegnato a conoſcere & ascriuer le loro lettere, che son poco manco di du-gento: mi sono stati donati libri, & altre galan-terie, che V. S. vn giorno hauerà gusto di vede-re. La sostanza delle relationi, che io n' hebbide' lor paesi,, che il loro d'hoggi, gioua-ne