Lettera 13. da Aleppo480ne di fresca età, si chiama per nome proprio, So-sniòs, e lo chiamano Negùs Sosniòs, cioe Rè So-sniòs. Che non è vero, che tenga i suoi figliuoliserrati, come dicono alcuni, nel monte Hamara:anzi, per quel che io poteua comprendere, mipar che dicesse, che questo nome di Hamara sianome come di Prouincia, che comprenda molteCittà; e può essere ancora, che sia tutta vna mon-tagna. Ma i figliuoli del Rè diceua, che il Padregli manda fuori in gouerno in diuersi luoghi; eche quando il Rè s'inferma e muore, conuengo-no tutti insieme, e di loro si elegge vno per Rèdall'esercito, e da' grandi del regno, qual pare ilmigliore. E che il Rè eletto laſcia liberi tutti glialtri fratelli, e gli tiene honoratamente, se stan-no sauij, e non fanno alcun motiuo: ma se al-cuno di loro, come alle volte è auuenuto, si al-lontanasse dalla Corte, e facesse genti, e tentassedi sturbar la quiete del regno, allhora il Rè glimanda contro esercito potente; e prendendolo,lo manda in certe iſole, non sò ſe di mare, ò purdi vn lago, doue son chiese, & iui lo tiene pri-gione perpetuamente, e se bisogna anche in fer-ri, per quanto accennaua, mostrando le manilegate; ma che lo lascia viuere, anzi che là den-tro gli si dà tutto quello che gli bisogna, e chevuole. Mi disse ancora, che il nome di Prete-gian-
Druckschrift
1 (1650) La Turchia
Seite
480
Einzelbild herunterladen
verfügbare Breiten