Gen. 46
Lettera 13. da Aleppo76salem, e doue a loro piacque. Con questi adun-que che mi restarono, presi il camino verso Gie-rusalem; e quel primo giorno non passai Chà-nica, che e vna Terra manco di meza giornatalontana dal Cairo. Il giorno seguente, presa laguida e guardia di quattro Cafiri Arabi a caual-lo, che per l'habito strano, e per le armi bizzar-re che portano, come lance a due punte, e ſimi-li, sono non poco riguardeuoli; con vna piccio-la giornata mi conduſſi a Bilbeis, Terra più groſ-sa della prima, e che mostra nelle sue fabriche,& in alcune pietre scritte di hieroglifici, antichi-tà non mediocre. Gli Ebrei dicono, che quelloè il paese di Gessen, che fù dato da principio a ifratelli di Giosef; & è verisimile, perche è vicinoalla Città regia, nella via a punto, che viene dal-la Terra di Canaan, doue dice la Sacra Scrittura,che Giosef andò ad incontrar suo padre, quandodi là veniua in Egitto; & e terreno buono per pa-stori. Conuenne trattenersi quiui trè giorni;perche vn Turco Vfficial di campagna, che iuiallhora si trouaua, per sospetto di alcuni ladriche correuano il paeſe, volſe accompagnarci conle sue genti, ma che aspettassimo d'ingrossare vnpoco più la truppa, come auuenne; perche inquei trè giorni arriuarono dal Cairo tanti Ebreicon donne, che pur per diuotione vanno in Gie-rusa-