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1 (1650) La Turchia
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De' 15. di Giugno 1616.475Giunti alla Matarea, al fresco di quelle acque,nelle quali e fama che la Beata Vergine lauasse isuoi panni, quando staua in quel luogo fuggitiua; mi trattenni alquanto fin che si caricarono icameli, che iui con le robbe mi aspettauano: ilche spedito, e licentiatomi da tutta la brigata,che se ne tornò in Cairo; entrai nelle mie soliteceste, e mi auuiai solo innanzi alla Carouana:la quale doueua partir due giorni dopo, e cami-nando più in fretta di me, mi haurebbe arriuatoper la via, in quei luoghi, doue senza essa nonlasciano passare; perche si riscuotono alcune ga-belle da i viandanti, & i riscotitori, per non farla fatica più volte, vogliono che si aspetti, a finedi ſpedir tutta la maſla della gente in vn giorno.Haueua con me noue cameli, due caualli buoni,& alcuni asinelli per variare alle volte. D'huo-mini vi erano solo il Pittore, Tomaso, Lorenzo,& vn Francese seruidor del Signor Consolo diAlessandria, co'i due Turchi soliti, cioè il Capi-gi, e'l suo seruidore; perche gli altri quattro, checondussi da Costantinopoli, mancauano, vnoper morte, e trè per hauer preso altro caminocome Monsieur di Vernyes, che per essere am-malato rimandai in Italia, e V. S. forse l'haueràveduto; & vn frate, che in compagnia del mioEremita haueua inuiato molto prima in Gieru-Ooo 2sa-