De 7. di Marzo 1616.455tro a quelle ceste picciole, che sono anche piùpicciole delle mie, non sò come la passerà con legambe rannicchiate. Basta, ci sara almeno daridere, e camineremo allegramente. Nè ci man-cherà il Medico, ò quasi Medico, per dir meglio;perche lo Spetiale del Signor Consolo di Francia,ch'è anche mezo Medico, e Cerusico, è venutod'Alessandria a posta, per venir con me: e sà ra-gionar di febri semiquotidiane, sputa parole Lati-ne, e tal volta anco Greche in materia di terminimedicinali: in fatti credo, che sia valent'huomo;e porterà con se di molti bussolotti, e scartafaccima a me sicuramente non metterà mai le maniaddosso. Hò ben paura, che alle volte per la stra-da non m'imbriachi Lorenzo, & alcun'altro de imiei, con certa Arachi, ouero Acqua vita esquisita, che porterà, fatta da lui; perche questi mieigalant' huomini si sono cominciati ad assuefareall'usanza della Turchia, che se ne bee molta perpassa tempo; e quella di costui è tanto gagliarda,che affè dubito che più di quattro volte me li faràandare a trauerso. Horsù: da Aleppo, scriuere-mo a V. S. tutte le nuoue delle cose occorse; cheprima, non ci sarà occasione.Dopo l'ultima, che le scrissi di quà, che fù, seben mi ricordo, delli venticinque di Gennaio;hò veduto in Cairo alcune altre coselle curiose,che
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