Dé 25. di Gennaio 1616.443fanciullo, auuezzo del mestiere, che la và pun-gendo dietro, e la fà correre, correndo egli an-cora a piedi quanto può. Per le donne hannobarde larghissime, sopra le quali vanno quasi asedere con le gambe stese molto commode; e que-sti asinai, che molto spesso le menano innanzi &indietro, fra i Turcimanni di Venere, non occu-pano l'ultimo luogo. Delle donne ancora, nonpoſſo laſciar di dire, che ſe ne veggono di belle:e non solo delle bianche, frà le quali tuttauia cor-re voce, che ci sia non poca infettion di mal Fran-cese, hauendone i nostri Venetiani, come si di-ce, sparso qui copiosa mercantia: ma delle E-thiopesse ancora, e brune, e nere, ce ne son dibelle assai, e con fama di più pulite; come quel-le, che, per lo colore, da i nostri Europei nonvengon tanto manomesse: nè mancano capric-ciosi, che vi trouan compiacenza; nel modo apunto che anche a' tempi antichi, in questi stessipaesi, Andromeda, benche bruna, trouò pur'achi piacesse. A proposito della curiosità de' co-lori delle donne, de' quali in Cairo, frà le personestraniere, che concorrono qui, si veggono millestrauaganze; voglio anche dire a V. S., comequesti giorni, non hauendo altro in che passare iltempo, nelle hore che si stà in casa, presi a far fa-re dal mio Pittore due ritratti del naturale, infor-Kkk 2
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1 (1650) La Turchia
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443
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