Lettera 11. dal Cairo444forma grande, in piedi. Vno, a punto, di vnaDama del paese di Sennaàr in Ethiopia; nera co-me vn carbone, ma bella di fattezze al possibile;in habito all'usanza di qui bizzarrissimo, che nonsi può veder cosa più galante. Stà in piedi sopravn bel tapeto, che, come qui si costuma, ricuo-pre il pauimento. Hà veste, conforme all'vso,di drappo di ſeta leggiero, e rigato per lungo, conrighe larghe di varij colori: camicia sottile, purdi colore, ma diuerso; e con maniche larghissi-me, che ondeggiano in mille crespe, & vna pun-ta della bocca di eſſe arriua fin'in terra. Il capo,l'ha inuolto di bende nere, in portamento ca-priccioso, tutte guernite di perle; il bianco dellequali pendendo in vaghi modi intorno al viſo purnero, fà vn'effetto assai bello. Hà voluto esserdipinta passeggiando, e pigliando tabacco in fu-mo, come esse vsano per trattenimento; con vnapippa d'argento in mano, co'l fuoco dentro ac-ceso, a questo effetto. L'altro ritratto, è di vnaDama nata nella MeKa, ma di razza Indiana,come io credo, & è d'vn colore giallo, comequello del grano; ma gratiosissima, e di vna car-nagione la più dilicata, che io mai habbia vedu-to in vita mia. Stà diritta ella ancora, con vesteall'vso di questo paese; ma di altro color diuerso,e con assai diuerso portamento di capo. La ca-mi-
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1 (1650) La Turchia
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