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1 (1650) La Turchia
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De 25. di Gennaio 1616.42che altra più sù nel monte, donde il ruscello hab-bia origine: però nella pietra, che si tiene perquella del miracolo, non fà egli punto mentio-ne di certi segni, che vi si scorgono, quasi a gui-sa di cicatrici in vn corpo, che dicono essere statele bocche, donde l'acqua al tempo del miracoloscaturi; e veramente son degni di consideratio-ne; e si vedono nel sasso da tre parti, quasi infila vn sopra l'altro: cioè dinanzi, nella parte,che guarda verso il Sinai; di dietro, verso l'Ho-rèb, di cui il sasso è parte; e di sopra, verso ilCielo. Io ancora, a dire il vero, e per quel, chenel luogo si vede, e per quel, che ne è scritto nel-la Sacra Scrittura, ho molti dubbi, ſe queſta pie-tra possa esser veramente quella del miracolo diMose; & in somma non me ne risoluo nè al si,nè al nò: ma delle ragioni, che mi fanno dubi-tare, non è tempo hora di discorrere, che sarebbe troppo lunga digressione: hò ben'animo, inqualche altra migliore occasione, di farlo. Vsci-to poi di quella valle, vidi in vn piano più largo,pur trà'monti, il luogo, e la fossa, ouero conca-uo frà pietre, doue fù fonduto il Vitello d'oro, edoue fù adorato: il monte, doue Aaron sacrificòla Pasqua, e doue Mosè oraua con le mani stese,mentre il popolo combatteua con gli Amalechiti; e di la voltando a mezo giorno per vn altrastrer-

Exod. 32.Exod. 17.