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1 (1650) La Turchia
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De' 25. di Gennaio 1616.0putatione, dal mio Signor Ambasciadore, convn Comandamento ampissimo del Gran Turco;ordinandogli che guardi e custodisca me, e lemie genti, per tutto'l viaggio, con molte circo-stanze sirey frà di loro, quando vogliono fauo-rire alcuna persona: sopra'l qual Comandamento, e Capigì, con le genti, che in custodia,non hanno autorità della Corte, Bascià,Veziri, qualsiuoglia altro Ministro dell'im-perio: e per esser'anche il Capigi di più rispetto, volse il Signor Ambasciadore, che fosse que-sto Hussein, che frà di loro è capo di nonquanti altri. Mi fece hauer di più il Signor Am-basciadore vna lettera del Mosti, con la quale miraccomanda caldamente a certi Ministri princi-pali in Gierusalem: in somma non lasciò cosa dafare, per farmi andare con tutti gli honori, e si-curezze possibili: anzi perche della persona mianon si assicuraua molto, e per la patria di chesono, e per l'auaritia de' Ministri lontani da Costantinopoli; i quali vccellano a denari, e quan-do si presentano loro certe occasioni, mal volentieri le perdono, e facendo qualche auania, co-me qui si dice, per la lontananza della Corte dif-ficilmente ci si rimedia, per cuoprirmi ma-giormente, e leuar'a ciascuno tutte le occasio-ni, e speranze di molestarmi e di ricercare i fattimiei;Q