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1 (1650) La Turchia
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De 19. di Settembre 1615.299come sia quella nostra di Roma. Mi mostraronoa piè della chiesa a man destra entrando, dentrovna cancellata di legno serrata a chiaue, dellaquale tengono le chiaui certe persone diputate,trè casse di corpi santi, che mi dissero essere vnodi Santa Theodosia, l'altro di Santa Veneranda,e l'altro di vn'altra Santa. In mezo poi allaChiesa, dirimpetto all'altar grande, vi era appesa in alto, quasi a guisa de nostri lampadarij,come vna gran corona di legno, di giro assai spa-tioso, ornata con punte rileuate, & altre galanterie, la quale la chiamano il Choro, perche sot-toa quella si raduna e stà il Choro de Sacerdoti,quando cantano. Poco più giù di questa, inpari altezza, stà appeso vn gran lampadario diottone, che molti candelieri d'ogn intorno,e lo chiamano in Greco Polyéleos, quasi Multo-rum Misericordia; perche delle misericordie,cioè delle limosine, di molte e diuerse persone,che nella Chiesa concorrono a farne, si mantie-ne. Più giù poi vicino alla porta, pur nel me-zo in altezza simile, stanno appese in forma divna gran ruota egualmente insieme disposte,molte e molte lampane di cristallo, con orna-menti frapoſti di voua di ſtruzzi, e d'altre ſcer-perie. Simili a quelle i Turchi ancora ne ten-gono nelle loro Meschite; forse per accommo-2darsiPp