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1 (1650) La Turchia
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Lettera 20. da Cosiantinopoli298nero, e falbo; e sarà forse di qualche razza stra-na, mandato qua, come dicono, a donare dilontano; che anche questo di vedere ha-uuto tempo: ma le due cose, delle quali intendoparlare, son queste, che hora dirò. La sacrae, che vno di questi giorni adietro andai a veder la Chiesa, che hoggi è il Patriarcato de'Gre-ci, da me prima non mai veduta; e dico, chee hoggi, perche quella, che era il Patriarcato an-tico quando Costantinopoli fioriua sotto i Chri-stiani, se non fallo, è vn'altra, e credo che ho-ra sia in mano de Turchi, fatta loro Meschita.Hor questa, che tengono per sede del Patriarcaal presente, è vna Chiesa di honesta grandezza,di forma lunga à più naui, e da'Greci non è maltenuta. Di cose di consideratione, mi mostra-rono in essa vn pezzo di quella colonna, allaquale Nostro Signore flagellato; & è vn pez-zo a punto, di altezza, e di grossezza, simile aquello, che ne habbiamo in Roma: onde facil-mente m'induco à credere, che siano amenduepezzi di vna medesima colonna, che fosse giàlunga di giusta proportione, ma diuisa poi inpiù parti, per farne parte in diuersi luoghi perdiuotione; se però il color del marmo dell'vnae dell'altra è simile; il che non potei osseruare,per l'antichità, e per non hauer bene a menteco-