Druckschrift 
1 (1650) La Turchia
Seite
294
Einzelbild herunterladen
 

Lettera 9. da Costantinopoli294che forse potrò menar con me Tomasetto anco.ra, e sara cosa degna; che io, che qualcheAmbasciadore l'ha desiderata, e non l'ha potu-ta ottenere. Basta; mi riserbo a scriuere dopoil fatto. Subito che spedito questo negotio.che per altro non mi trattengo; anderò ventimiglia lontano di qui, vicino a Tonghuzderè,a prender licenza dal mio Signor Ambaſciado-re, che ancora stà sotto ai padiglioni attenda-to in campagna, tornerà prima, che io vadavia; e perche credo, che il Signor Ambascia-dore mi vorrà trattener seco qualche giorno; an-cor'io porterò il mio padiglione, che e già inordine, per poterui stare al coperto; e goderòvn poco le delitie di quei boschi vicini, e delleriue del mar nero, che mi scriuono esser molte,V.S. in tanto attenda ad amarmi al solito, e nonsi stanchi di rinfrescarmi spesso nella memoriadi tutti gli amici comuni. E per vita sua, nonlasci di scriuermi; che se ben parto di qui, co-me le detto altre volte, le lettere d'Italia miseguiteranno ouunque anderò; e mandandosi inCostantinopoli, le hauerò, ancorche vn pocotardi. V.S., scriuendomi, le mandi, comefatto sempre, in Roma, che sanno come han-no da fare a ricapitarmele. Al Signor CompareAndrea, al Signor Coletta, al Signor Gio: Bat-tista