De 4 di Settembre 1615.95tiſta con tutti gli altri Signori Fratelli e Nipoti,al Signor Dottore, al Signor Arpino, & a tuttigli altri, mille Salàm e doà, alla Turchesca.Al Signor Horatio Spina, se V.S. lo vedesse, inmio nome vn'affettuoso baciamano: & a V.S.con tal fine sò il simile, pregandole da AllàhTeala il felice adempimento di tutte le sue mu-radat dunieuinè, e macſudat achireuinè; lequali, Nostro Signore, a suo prò, faccia sempremaggiori, e più prospere. Di Costantinopolili 4. di Settembre 1615.Verrà in Napoli, liberato dalla schiauitù deTurchi, vn tal Marcello Rosa Napolitano; eporterà lettere mie al Signor Andrea, e potrà darnuoue di me a bocca. Prego V.S., e tutti, afargli carezze, che è huomo da bene, che le me-rita; e sarebbe attò a raccontare in Napoli millebelle coſe di veduta, ſe haueſſe hauuto ſpirito dinotarle.Si chiama Aluise, non Marcello. Equiuoca-ua dal fratello, che dice che è Notaio a Seggiodi Nido.La Peste poi cessò, cioe la furia; nel colmodella quale arriuarono a morire da trè mila ilgiorno. Hora và morendo ancor qualche perſo-na; ma non se ne tien più conto. Hauendonoi scampato da vn tanto male, mi par che hab-biamo
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