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1 (1650) La Turchia
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Degli 8. di Agosto 1615.77prij: m'imagino ben per discretione, che Scerifsia Nobile, e Seadèt e Doulèt, nomi femini-ni; Seadèt, Felicità ò Beatitudine; e l'altropur, chi mi dice Prosperità, & chi Ricchez-za. Di simili dubbi, ne le migliaia; macontuttociò ci acquisto molta luce, e nel Turche-sco mi serue ogni cosa; tanto più, che questesottigliezze, che io cercando, son cose, che lamaggior parte de i Turchi stessi ne anche le san-no. Ma se in Italia, ò altroue, potrò arriuarea saper dell'Arabo, per regole buone, solo quan-to spetta al nome, prometto a V. S., che nevoglio incacare il Mosti. Del Turco, già vnDittionario bellissimo con tutte le voci, che cisono per Alfabeto, insieme con le Arabe, e Per-siane, che si vsano; ma non c'è niuna esplica-tione, di maniera che poco mi serue. Tutta-uia l' caro, perche sempre si potrà esplicare& in tal caso basterebbe solo copiarlo, che delresto le parole stanno già tutte per ordine, e'lpiù della fatica è fatta. Hauerò anche qualchealtro libro; se ben'in questa lingua, dalle Poesiein poi, che io per ancora non posso intenderenon c'è cosa, che meriti di esser letta. Basta,qualche cosa faremo. Di nuouo, non chedare a V.S., eccetto che vna crudel persecutionecontra'l sesso semineo; che per non esser cosada lei,