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1 (1650) La Turchia
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260 Lettera 7. da Costantinopolitia dichiarar Mektublerì ghiundurdiler; e midirà, mezo in Ispagnuolo, e mezo in TurcoSpagnuolato, che il Diauolo non l'intendereb-be, Embiaron los mektubes, e mille altre simili.Basta, non si può hauere altri, che costui, & èsenza dubbio il migliore: bisogna hauer patien-za, e far come si può. Di vna cosa ne ho gustogrande, che mi porta molte scritture curiose;perche in tempo di Sultan Muràd, Auo di que-sto Gran Signore, c'era vn tal Dauid Ebreo, cheforse il Signor Maestro di V. S. se è stato qui,l'hauerà inteso nominare, perche era molto fa-uorito, e trattaua in questa Corte, e co'l GranSignore tutto'l giorno, negotij molto graui. Ilqual Dauid era parente di questo mio maestro,che era giouane all'hora, & era quasi suo Segre-tario; perche haueua buona mano, e gli ſcriue-ua tutti i viglietti, che Dauid mandaua al GranSignore, & ad altri huomini grandi: e di queste scritture, proposte, e risposte, con la manodel Gran Signore medesimo, nelle quali si trattadi vari negotij graui di stato, tanto della Turchia, quanto di fuori, spettanti alcuni a diuerside' nostri Principi Christiani, dopo la morte deldetto Dauid a questo mio maestro ne è restatain mano gran quantità, che son cose, V. S. micreda, curiosissime; e sopra queste adesso io stu-dio,