duciadeedii osser
211De' 20. di Marzo 1615.haueua, mi fauori di vna guardatura, suoltandogli occhi con molta grauita, che secondo'l soli-to loro non fù poco fauore: poiche ordinariamente non suol guardare; & a i Baili stessi è fa-uore, ſe nell'vſcire ſà loro qualche poco di cenno con l'occhio, ò con sorriso: perche del re-sto, così quando gli si bacia da loro e da noi altri le vesti, come anche dopo che siamo vscititutti, che il Bailo espone la sua ambasciata conparole breuissime, riferite al Gran Signore inTurchesco dal Dragomanno; non parla mai,non risponde, nè si muoue, e sta giusto comevna statua, pensando, che in questo consistamolto la grauita. I presenti del Bailo, sono por-tati dentro da i Capigi innanzi a lui; ma nonentrano nella stanza dell'vdienza: passano benlà vicino, e'l Gran Signore li vede passare pervna finestra, che stà vicino al luogo, doue sie-de. Notai ancora, che sotto i piedi haueua vnoscalinetto basso poco manco di vn palmo; contutto ciò, il Soffa doue sedeua non era più altoche vna nostra sedia ordinaria, e forse anchemanco: di modo che, con lo scalino sotto a 1piedi, veniua il Gran Signore a seder molto bas-so; il che a loro non è difficile, anzi è commo-do, essendo auuezzi a seder la maggior partebassi in terra. Haueua vicino vno scabellettocoDd 2