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1 (1650) La Turchia
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De' 20. di Marzo 1615.201quali erano quaſi tutte di vna ſorte, roſſe con oro,eccetto alcune poche turchine: e queste vesti siportano solo entrando da lui in questa cerimo-nia, e poi si donano a i camerieri del Bailo, perloro regaglie. Oltra le vesti, che erano già statedate a i Baili per loro, e per la gente dell'uno edell'altro, che erano in tutto senza i Baili venti-quattro; il Bascià volse contra'l solito far non sòche complimento, per l'amicitia hauuta già co'lfratello del Bailo nuouo, che è stato qui altre vol-te; e però mandò in suo nome a donare vn'altraveste per vno a i Baili, che se la misero pur soprale altre; e donò anche vna veste al Ciausc, chel'haueua condotto da Venetia; non vsandosi perlo più in questa Corte altri donatiui, ò presenti,che di vesti.Mentre stauamo in quel luogo così vestiti as-pettando l'hora, andarono prima di noi, comee solito, all'vdienza del Gran Signore tutti gliVfficiali grandi; e perche le cose de' Turchi sonquasi tutte al contrario delle nostre, in vece diquel che si vsa frà di noi, che all'vdienza de'Prin-cipi vanno prima gli Vfficiali maggiori, e poi iminori; fra costoro, al contrario, vi vanno pri-ma gl'inferiori, e poi i più degni: di modo cheprima di tutti vi andò il Giannizeraga, solo; ilquale non vi và ogni Diuan, ma di quando inquan-