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161De 7. di Febraio 1615.altra differenza dalle nostre, se non che, dopodi esser' entrata la creatura in chiesa, prima diportarla al sacro fonte, la colcarono in terra inmezo alla chiesa, sopra vn tapeto, co'i piedi voltati verso l'altar grande; e qui dissero non sò cheorationi: le quali finite, toccò a me di leuarlada terra, quel che faceuano anticamente i padriquando i bambini nasceuano, dando con quell'atto ad intendere che gli riconosceuano per loro figliuoli: & hebbi anche d'alzarla in alto quan-to poteua, per buon'augurio, accioche la bam-bina diuenti grande assai: e fatto questo, la die-di in braccio a quella Signora, che era Comareinsieme con me; che era la Signora Zoì Rali, diquella casa Rali antica, e famosa in Costantino-poli, che V. S. hauerà inteso nominar più volte;& ella portò la bambina al fonte, e si fece tutto'lresto all'vsanza nostra. Ci fù inuito di Dame, &in caſa collatione, e tutte le circoſtanze neceſſa-rie a festa: ma in somma non in altro differentidalle nostre. L'altra festa, che vidi, furono cer-te sponsalitie, pur di nobili, nelle quali io fuiinuitato; & haurei molto che dire, ma per bre-uità le accennerò solo la sostanza di alcuni parti-colari. Quando io arriuai in sala, trouai gia tut-ta la gente adunata: le Dame, cioè le giouani,stauano tutte sopra'l Soffà. E per dichiaratione,sap-
Molti autori citati dalDempſter.Antiq. Ro-man. lib. 2.Paralip. adcap. 19.