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1 (1650) La Turchia
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III

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160 Lettera 3. da Costantinopoli.Hò veduto de' Turchi ancora menar certeSpose a marito; e vanno coperte: se son di bassaconditione, a piedi, con vna cosa addosso comevn sacco da confrate: se sono di più qualità, acauallo, coperte di certi drappi, portati da gen-te attorno, quasi come vna trabacca: ma di que-sto, non baderò a scriuer minutamente, perchea dire il vero, infin'adesso non hò veduto personedi qualita grande; e certe ordinarie non mi pa-iono degne di farne mentione. Solo dirò, cheogni vna, ò di grande, ò di bassa conditione chesia, secondo'l suo stato, porta innanzi vna certacosa, quasi come vna piramide, alta, fatta difiori, di carte dipinte, d'orpello, e d'altri im-brogli da festaiuoli; taluolta con oro, con ar-gento, con gioie, più e manco ricca, e grande,secondo la qualita della Sposa. A che serua, oche significhi, infin' hora non sò: ma a tutte siporta innanzi, quando vanno a casa del marito.Certe altre co$e, che hò veduto de' Turchi, purnon le scriuo; perche, ò l'ho scritte, ò non sondegne, che io ne infastidisca V. S.De' Greci paesani, ma di rito Latino e Catto-lico, hò veduto fin adesso due solennità: prima,vn Battesimo, doue io fui Compare ad vna del-le più nobili di queste parti; e si celebrò conmolta solennità: ma nelle cerimonie, non vidialtra

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