Lettera 2. da Costantinopoli.132sta occasione, vidi bene dentro la casa sua, &anche quella di vn'altro Bascià, pur Vezir, e purchiamato Muhammed, Eunuco Giorgiano vec-chio, e di molta autorità, che altre volte è statoin Costantinopoli Caimmacam (cioè Luogote-nente del Primo Vezir, in aſſenza di quello) ilquale ancora il Signore Ambasciadore visitò.Notai, che le case di questi Turchi grandi han-no tutte, come già dissi, a similitudine del Ser-raglio del Gran Signore, più porte, e più corti-li, vn dentro l'altro. Dall'ultimo cortile si salecon poca ſcala in vna ſala grande, e quadra; ilsolaio della quale in mezo è sostenuto da pilastridi legno, per non vi hauer forse traui lunghe,che arriuino da vn capo all'altro: di che mi marauiglio, perche so pur, che Costantinopoli ab-bonda di buoni e grandissimi legnami, per leselue vicine, che hà commodissime sù'l mar ne-ro; donde, oltra quello che qui si adopera, sene manda anche quantità grande ogni anno permercantia fin'in Egitto, perche là ve n'è penu-ria. Comunque sia, i solai delle sale grandi sonfatti in questa guisa; e non solo in mezo son so-stenuti da quei pilastri; ma anche in vn lato,dalla banda del cortile, che non vi è muro; e$sendo le sale da quella parte tutte aperte. Ne glialtri trè lati, le mura che le circondano, doue èstrada
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1 (1650) La Turchia
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132
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