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1 (1650) La Turchia
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130 Lettera 2. da Costantinopoli.to quaranta caualle femine molto belle, e diuer-si caualli per la sua persona, di prezzo qui di due,trè, e quattro mila zecchini. E de' caualli si ènotato, che ne teneua vna stalla di cento e tantiassai buoni di là dal mare in Asia a Scutari, do-ue vn giorno io fui a vederli, & a caualcarnee vi haueua anche Nasùh comprata vna casa,forse a posta per vn bisogno di fuga. Si è troua-to anche di muli e cameli non sò quante mi-gliaia: di più si è saputo, che daua la biada inCostantinopoli, e gouernaua sei mila e settecen-to caualli di huomini particolari, che stauano asua requisitione; a quali anche si dice, che po-co prima di morire, haueua fatto tagliar ve$titia tutti: e tutta questa ricchezza l'haueua rauna-ta in non più di venticinque mesi, che hà go-uernato nel carico supremo; con hauer donatoin questo tempo per più d'vn milione e mezo dipresenti dentro al Serraglio: da che si può com-prendere, che machina sia questo imperio. Laspada guernita di diamanti, che dissi già, cheegli faceua fare per darla al Gran Signore, au-gurio in vero della futura morte, non hebbetempo di donarla; perche fù finita a punto lamattina del giorno, che egli fù ammazzato: main ogni modo sarà pur'ella ancora del Gran Si-gnore, in$ieme con tutte le altre robbe confi$ca-te.