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1 (1650) La Turchia
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120 Lettera 2. da Costantinopoli.di lui vogliono, che non foſſe per tradimento:già che in prohibir l'andare in Perſia a' Franchi(cioè a noi altri Christiani Latini) & in altre co-se simili, che a i negotij della Persia apparten-gono, si mostraua molto zelante: ma che lo fa-cesse forse per non vi poter rimediare, e per aspet-tar miglior tempo. Di queste cose di Persia, glifece gran danno Mahmùd Bascià, egli ancoraVezir, detto qui per sopranome Cigalogli, cioèfigliuolo del Cicala; perche quel rinegato Cicala,gia Capitano famoso nel mare, fù suo padre. Co-stui, richiamato dal gouerno, che haueua, nonsò se nella Babilonia, ò in altro paese de' confinidel Persiano, venuto in Costantinopoli, per di-sgusti, che haueua hauuti con Nasuh, ne dissemolto male al Gran Signore; insieme con la suamoglie, che è sorella del Gran Signore, e da luimolto amata. Hebbero amendue vdienza pocoprima della morte di Nasùh; & in particolar lamoglie di Mahmùd vna volta assai secretamente,& a lungo. Frà le altre cose, che di lui suggeri-rono al Principe, dissero, che Nasuh haueua fat-to morire innocentemente in quelle parti vn'Vfficiale, che era buonissimo ministro, solo pertorgli la robba: dopo la morte del quale, i Tur-chi haueuano perduto molto co'i Persiani: e chein somma Nasùh se la intendeua con loro: e mo-stra-