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De'25. di Ottobre 1614.119delle cagioni della morte di Nasùh, ſi diſcorrevariamente; però tutti conchiudono, che nonsiano state altro, che le molte nimicitie, che ha-ueua, e'l non hauere amico alcuno de grandi.Erano suoi nimici il Mosti, che frà di loro è ilCapo della religione, come frà di noi vn Patriar-ca: Muhammed Bascia Vezir, che gli è succe-duto poi nel carico: gli Ambasciadori de' Prin-cipi Christiani: e molte altre persone di qualità,che tutte hanno aiutato a procurargli la rouina.Le cose, che gli hanno opposte appresso al Prin-cipe, sono state molte, e tutte degne di gastigo:come, che haueſſe fatto morir diuerſi, per toglierloro la robba: che hauesse fatto mercantie, man-dandole a vendere fin'in Christianità, con dan-no della Turchia: che hauesse falsificato la mo-neta; cioè, che hauesse fatto guastare i Tolleri,e le Piastre, monete buone straniere, e fattonefar Sciahì moneta del paese, nella quale nonc erala metà della valuta dell'argento, pigliandosi perse il guadagno dell'auanzo: e mille e mille altrefurberie. Ma tutto questo sarebbe stato poco: lecolpe maggiori, che gli diedero la botta, furo-no sospetti di ribellione, e (quello, di che purmolti tengono, che fosse innocente) intelligen-za co'l Persiano: i progressi del quale, veramen-te, Nasuh taceua al Gran Signore; però i fautoridi