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De' 25. di Ottobre 1614.121strarono alcune lettere di questa intelligenza, lequali Mahmùd haueua intercette; facendo mo-rir secretamente, e sepellir dentro al suo propriopadiglione colui, che le portaua, che a caſo vngiorno in campagna, verso quelle bande, haue-ua per camino incontrato, e trattenuto seco al-quanto a riposare. Che che si fosse, il volgo laintelligenza co'l Persiano non la crede; ma soloqualche semplice ribellione di Nasùh; cioè chevolesse assentarsi dalla Corte, e ritirarsi armato inAsia in qualche luogo forte dell'istesso imperio,per assicuramento di se stesso. Però so credo fa-cilmente l'uno, e l'altro: perche, se è vero, chehauesse pensieri di qualche solleuatione, comepar, che si conosca manifesto, per quel che poidirò; ne segue, per conseguenza, che sia anchevera la intelligenza co'l Persiano, che in tal casonon sarebbe stata se non necessaria, per suo mag-giore appoggio. Nè fò caso, che egli si mostras-se zelante in certe bagattelle a danni della Persia,come in vietare a' nostri l'andarui, e cose simili;perche poteuano eſſere artifici per coprir la ſuaintentione, con mostrare il contrario in cose dipochiſſimo rilieuo. Fù Nasùh, come diſſi vn'al-tra volta, huomo grasso di persona: di viso, senon brutto, almen fiero: di costumi, astuto, tri-sto, di mala intentione, e furioso. La sua vitapassò2