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1 (1650) La Turchia
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De' 25. di Ottobre 161493hore, si hà ombra dentro al mare per qualchemiglio, da poterui con barche andare a spasso,e pigliar fresco; qui ogni cosa è così scoperta alSole, che la state poco gusto in barca si può ha-uere: e'l medesimo auuiene anche in terra, permolte strade della città, che, per la bassezza del-le case, sono poco ombrose. In mare, non sipuò nè anche notar sicuramente, nè con gusto:tanto per gli pesci grandi, che sogliono entrarfin'all'intimo recesso del porto, con pericolo dichi nuota, de' quali nel mar di Posilipo si stà si-curo; quanto per non esser questo mare pulito,e pieno, come quel di Posilipo, di quelle herbeodorifere, che rendono le acque e gli scogli dicosì grato odore: ma, per lo contrario, sporco,per le immonditie che vi calano dalla citta; lequali nel braccio del mare che sà il porto, e che,entrando dentro terra, non hà esito, soglionofermarsi, e renderlo sozzo con poco buon odo-re: & anco perche le acque non sono mai tantochiare, nè tanto tranquille, come quelle di Po-silipo, che la state paiono vn gelo; ma più tor-bide, e fangoſe, per la continua e gagliarda corrente, che suol venir dal mar nero alla Proponti-de, portando seco molte lordure; per la qualeanche il mare, benche nel più riposto seno delporto, & in bonaccia, và sempre nondimeno alquan.